Facciamo il punto...

"io da piccolo ho fatto tutti i vaccini"

"io da piccolo ho fatto tutti i vaccini"

Con questa frase spesso si liquida la questione vaccinale quasi a volersi pulire la coscienza per rientrare in ciò che comunemente viene considerato “normale”, ma vi siete mai resi conto del numero di dosi proposte ad un bambino nato nel 1980 e uno nato nel 2023?

Di seguito potrete vedere l’offerta vaccinale nella fascia 0-18 anni del 1980 paragonata a quella offerta oggi con il nuovo Piano Nazionale Vaccini 2023-2025.(1)

Comparazione schedula vaccinale nati nel 1980 e nati nel 2023

Un tuffo negli anni ‘80

Proviamo a immedesimarci: siamo delle neo mamme o dei neo papà e viviamo il fantastico 1980. Alla prima visita dei due mesi di vostro figlio il pediatra vi proporrà due vaccini, tra l'altro obbligatori: il Difterite-Tetano e l’anti-poliomielite orale Sabin. Questa formula, un inoculo e un vaccino orale, dovrà essere ripetuta altre tre volte: a 4 mesi, intorno all’anno di età e infine tra i 5 e i 7 anni.
Con questi unici vaccini siete considerati “bravi genitori”: 3 inoculazioni e 4 somministrazioni orali per un totale di 10 dosi da 0 a 7 anni e così è stato fino al 1992 quando il Ministro della Sanità, Francesco De Lorenzo, dopo essersi intascato una tangente di 600 milioni di lire da Glaxo, non ha reso obbligatorio anche il vaccino anti-epatite B… ma questo è un altro capitolo.

Sempre nel 1980 se volevate eccedere rispetto ai vaccini obbligatori avevate poche opzioni a vostra disposizione: al compimento del primo anno di età potevate far somministrare una singola dose di vaccino contro il Morbillo, un monovalente ormai sparito dal mercato, e per le bambine un vaccino contro la Rosolia che veniva spesso somministrato a scuola, previo consenso dei genitori, al quinto anno della scuola primaria o al primo anno del ciclo secondario (quinta elementare o prima media).

Attenzione: l’aver contratto la malattia in modo naturale rendeva esenti alla vaccinazione sia per Morbillo che per Rosolia pertanto stiamo ipotizzando la profilassi vaccinale completa di un bambino nato nel 1980 e che non ha preso nessuna malattia esantematica.


Ora veniamo ai nati 2023 

Con il nuovo Piano Nazionale Vaccini 2023-2025 si parte con Epatite B alla nascita per alcune categorie particolari di bambini e si corre subito dopo con l’esavalente (Difterite, Tetano, Pertosse, Poliomielite, Haemophilus influenzae B e Epatite B) entro i 60 giorni di vita. Dovrete ripeterla altre due volte, una a 4 mesi e una a 10 mesi e in co-somministrazione con il vaccino contro lo Pneumococco, sempre 3 dosi totali cadenzate come sopra. Gratis e assieme al Pneumococco sovente viene co-somministrato anche il vaccino contro il Meningococco B, sempre 3 dosi e sempre entro i 10 mesi di vita, a cui si aggiunge il vaccino orale contro il Rotavirus da fare in 2 o 3 vaccinazioni (dipende dal prodotto scelto se 2 o 3).

Dai 12 mesi c’è il quadrivalente MPRV (Morbillo-Rosolia-Parotite-Varicella) obbligatorio e visto che sono gentili ci aggiungono anche il vaccino per il Meningococco ACWY. 

Nel mezzo di questo susseguirsi incessante, dal sesto mese di vita, si parte con la vaccinazione antinfluenzale e questa viene consigliata come annuale pertanto la si porta avanti a vita.

Dai 5 anni vi proporranno Difterite, Tetano, Pertosse e Poliomielite e decide la Asl se farli separati o uniti, cioè DTP+Polio o DTP con Polio separata in un vaccino singolo. Ovviamente c’è il secondo richiamo del vaccino MPRV e finalmente ci si ferma per un pochino, sempre che non si faccia l’antinfluenzale annuale.

Dai 12 anni si inizia con il vaccino contro il Papilloma Virus ma attenti, se partite giusti sono solo 2 dosi se ritardate sono 3 dosi a cui si aggiunge il richiamo Difterite, Tetano, Pertosse e Poliomielite. Sempre in questa fase si finiscono i richiami del Meningococco ACWY e del Meningococco B.

Un bambino nato nel 1980, da 0 a 18 anni faceva 14 dosi in 9 o 10 vaccinazioni ed era considerato uno di quelli super vaccinati.  
Un bambino nato nel 2023, da 0 a 18 anni farà almeno 60 di dosi in 37 vaccinazioni e stiamo escludendo situazioni epidemiche anomale, vedi Covid19, e i futuri vaccini che implementeranno.

Le associazioni come Corvelva nascono negli anni '90 in risposta all’aumento degli obblighi vaccinali, alla sistematica sottostima delle reazioni avverse e alla costante negazione del danno da vaccino da parte sia della classe medica che dello Stato. Con l’aumento del calendario vaccinale proposto ai bambini, queste tre problematiche basilari e che combattiamo da anni, sono aumentate in modo esponenziale arrivando a nostro avviso ad una situazione insostenibile.
Per farvi un esempio: se nel 2006 il vaccino Morupar (Morbillo-Parotite-Rosolia) è stato ritirato dal commercio(2) dopo molte reazioni avverse segnalate (ufficialmente 5 ma era la punta dell’iceberg) oggi questo fenomeno è pressoché impossibile.
E ancora, se fino alla fine degli anni ‘90 e nella prima decade degli anni 2000, la legge per l’indennizzo del danno da vaccino era qualcosa di complicato ma possibile da raggiungere, oggi è lettera morta.

Corvelva

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